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...marzo 1911 - centenario

Di Angela Bonora (del 10/03/2011 @ 18:45:45, in Attualità, linkato 2569 volte)



Effettivamente il marzo 1911 è un mese da ricordare.

Sembra che tutto dovesse accadere in quel mese, ma tutto non positivo. In diverse parti del mondo cosìddetto occidentale tante disgrazie si verificarono ed ebbero per la maggioranza come vittime donne, donne che lavoravano nei vari opifici in condizioni aberranti.

Allora bambini e donne erano costretti a lavorare normalmente per 60 ore la settimana; nel 1910 un grande sciopero durato mesi aveva strappato un orario di 52 ore, ma non era applicato da tutti gli opifici, straordinari sottopagati, spazi ridotti, sorveglianza feroce.
Come accade con certi contratti anomali di oggi, i padroni affidavano tutto a caporali che facevano lavorare a ritmi elevatissimi le operaie, e per lo più sbarravano le uscite dei posti di lavoro, perché le lavoranti non lasciassero il loro posto anticipatamente.
Normali erano gli incidenti a catena e nulle le previdenze e le tutele sindacali.
146 donne, 39 italiane, morirono in un spaventoso incendio di una fabbrica di camicie il pomeriggio di sabato 25 marzo 1911, quando il fuoco attaccò gli ultimi tre piani di un palazzone di Washington Place, nel cuore di New York: gli operai e impiegati maschili avevano lasciato il lavoro a mezzogiorno, le donne dovevano uscire dopo le cinque… avevano lavori meno pesanti e il loro turno di lavoro era più lungo…parità?
Quello stesso mese, l'8 marzo del 1911, si era celebrata la prima Giornata Internazionale della Donna: in diversi paesi europei e negli USA oltre un milione di donne erano scese in piazza, sfilato lungo le strade, chiedendo a gran voce diritto di voto, parità di opportunità lavorative e di salari, uguali diritti all'interno del matrimonio, fine delle discriminazioni.

Fu la socialista e femminista Clara Zetkin a suggerire l'idea di un International Women Day durante la seconda Conferenza Internazionale del lavoro delle donne, tenutasi nel 1910 a Copenaghen.
A quei tempi l’ala borghese del movimento femminista era ancora legata a concezioni settecentesche rispetto al diritto di voto e spesso legata ad un sistema paternalistico nei confronti delle donne lavoratrici.
Clara Zetkin, invece, promuoveva la liberazione della donna dalla sottomissione maschile come parte integrante e fondamentale del processo di emancipazione del proletariato: la lotta per il diritto di voto delle donne andava condotta solo laddove fosse già attiva o in discussione l’eguaglianza tra tutti gli esseri viventi.
Non era facile sostenere le idee di chi seguiva Clara, si pensi che ancora nei primi anni del 1900 in diversi Stati vigevano leggi sulle associazioni che proibivano alle donne di aderire a qualsiasi organizzazione politica, la legge vietava alle donne anche di assistere a qualsivoglia riunione in cui si discutesse di politica.
Anche lo stesso partito socialdemocratico sosteneva senza tanto entusiasmo l'iniziativa delle donne per i pari diritti ed opportunità.

In Italia le donne hanno avuto la possibilità di votare solo dopo la seconda guerra mondiale e ancora oggi si parla, durante le campagne elettorali, di liste con quote rosa, si parla di future quote rosa nei consigli di amministrazione e quante Presidenti di SpA trovate? o docenti universitarie all’ultimo livello o parlamentari?…tutte stupide le donne, meglio a casa a far la calza, ad allevar bambini, a riordinar calzini…

La donna non disconosce il suo apporto di madre, riesce benissimo a lavorare, studiare, anche con un bimbo su un ginocchio…sono certi padri che hanno certe remore di perdere in virilità nell’essere portati allo stesso livello delle donne. Unificazione non ci sarà mai, fisicamente diversi uomo e donna…ma ve lo vedete un uomo partorire? Non c’è uomo che non abbia paura di un’iniezione…!

Ritorniamo serie e vediamo come questo centenario è stato ricordato in alcune parti del mondo.
Solita mimosa e cioccolatini, magari un gioiello, bisogna tenerle calme queste donne… questo purtroppo in parecchi paesi.
Guardiamo i paesi cosiddetti sottosviluppati, ad esempio nel Congo, l’8 marzo 2011, le donne con i loro migliori vestiti, coloratissimi, e gioielli hanno sfilato cantando e ballando per tutta la nazione portando stendardi nei quali richiedevano parità di diritti.
Guardiamo invece Londra, Annie Lennox, ha lanciato un grido per raccogliere tutte le donne in una sfilata per le strade e i ponti della città:

at the centenary of international women’s day approaches, I implore you to stop and think

e durante la sfilata, che ha raccolto diverse migliaia di donne ed è proseguita per tutta la mattinata, ha evidenziato il suo richiamo

“WHEN EVERY WOMAN IN THIS PLANET HAS BASIC HUMAN RIGHTS”

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